Ok, dell’urina.
Oggi è la giornata internazionale dell’analisi del sangue e della pi…urina. Come non è vero? Ah perché dalla fila che c’era mi sembrava… vabè, come non detto.
Oggi sono andato a fare le analisi di queste due cose, quindi. Ovviamente non appena avrò i risultati ve li comunicherò, visto che ci tenete così tanto.
Visto che mi dovevo fare queste cose quindi, già la sera prima non ero proprio contentissimo; l’indomani, oggi, infatti, dovevo fare pipì… urinare dentro la provetta (non che sia una cosa brutta, ma neanche il massimo. Certo, a qualcuno può piacere) e, cosa molto più peggiore, non dovevo mangiare assolutamente niente. E questo già lo sapevate tutti.
Non potete sapere però che per andare all’ospedale ho dovuto fare un po’ di strada in macchina perché si trova in un altro paese, altrimenti dovevo farle a pagamento qui e non mi andava.
Non che mi dispiaccia viaggiare, solo che, a stomaco vuoto e pensando a quello che ti faranno, non è neanche bello.
Comunque arrivo là e vedo un sacco di gente che deve fare appunto queste analisi. Neanche queste mi danno fastidio, anzi magari nell’attesa, visto che condividiamo lo stesso dolore, magari conosco qualche persona simpatica eccetera eccetera. Macché, neanche fossi stato lì tutto il giorno…
Comunque alla fine, arriva il momento che entro anch’io. Insomma, fuochi d’artificio, squilli di trombe, gente che fa il trenino e poi vado finalmente dentro la porta.
Vabbè, se devo essere sincero non ci sono stati tutti quei festeggiamenti. Non ce la faccio a farvi credere qualcosa che in realtà non è, sono troppo sincero.
La dottoressa è gentile, discutiamo un po’ del meno e poi mi dà un mazzo di carte e due provette. Due provette.
Lì per lì non ci faccio caso e vado dove mi devo fare prelevare. Nell’attesa faccio appunto caso che ci sono due provette. Due provette.
Arriva la dottoressa (che non è quella gentile ma un’altra, più scontrosa) e si vede già da subito che non le faccio simpatia.
Come a cercare di spaventarmi in tutti i modi, questa tira fuori una specie di tubicino con un manico a farfalla collegato a una specie di tappo delle boccettine di pillole. Senza la boccettina, però.
Insomma è la siringa del futuro, e io non lo sapevo.
Mi infila perciò questa cosa sul braccio e, dopodiché, mette dentro alla specie di tappo sopracitato la prima provetta, quella più grande e col tappo blu. Questa inizia a riempirsi, ma lentamente, e io mi chiedo se è proprio necessario riempirla tutta. E la risposta era chiara: è proprio necessario riempirla tutta.
Comunque non la riempie tutta, perché evidentemente si stava riempiendo troppo troppo lentamente. Prende invece la provetta più piccola col tappino giallo e comincia a riempire pure quella quando, penso, si stufa e inizia a muovermi la siringa dentro il braccio, come se stesse cercando qualcosa. Scioglie il laccio emostatico, lo lega di nuovo, lo scioglie, lo lega e infine dice che niente, bisogna rifare tutto nell’altro braccio.
Non sono uno che ha timore di queste cose, però insomma, non è troppo simpatica come cosa.
Prende l’altro braccio e, in effetti, qui, le due provette nuove si riempiono che è un piacere e così ci vogliono due secondi per finire. Qualcuno ha detto che è perché ero nervoso, qualcun altro ha detto che è perché le mie vene sono difficili da vedere. E a me, sinceramente, la seconda mi va più a genio.
Comunque, mentre tirava dal secondo braccio, io mi sentivo indebolire. Quando ha finito tutto, io ero debole. Sono stato due secondi in uno stato di non proprio coscienza e, quando stavo finalmente alzandomi, mi hanno acciuffato e mi hanno portato sul lettino, dove sono stato un po’ per riprendermi.
Insomma, vuoi perché ero a stomaco vuoto, vuoi per il viaggio, vuoi per l’attesa, vuoi per lo spavento e la frustrazione, stavo quasi svenendo.
Ok, adesso ho un segno bruttissimo sul braccio e, a quanto ho capito, mi si è spaccata la vena, però, quando mi stavo sentendo male sono state gentilissime e cortesi, anche quella che prima sembrava un po’ arrabbiata.
Per cui, il mio parere è positivo.
Fate le analisi del sangue, non fate la guerra.


Pubblicato da Il mio primo esame (universitario) « Scompartimenty in 7 febbraio 2011 alle 18:15
[...] Non sai cosa aspettarti all’esame del sangue. [...]