Archivio per gennaio 2010

L’articolo di fine mese


Purtroppo come già sapete la mia connessione non è definitiva, ma va aggiornata di volta in volta. E io, di volta in volta, i soldi non ce li ho, visto che ci vogliono 25 euri a mese.

Cioè, mi spiego meglio, i soldi ce li ho, anche se non sono tanti.

Mi spiego ancora meglio: 25 € li avrei, però se ogni mese mi metto ad aggiornare subito subito la connessione, non ci vorrebbe molto ad esaurire tutti i miei fondi.

Quindi: lascerò passare un po’ di tempo prima di riattivarla.

Alla connessione un giorno gli dedicherò un articolo, ma quel giorno non è oggi.

Ultimamente ho aggiornato poco il blog perché sono stato impegnato a pensare altri progetti sì, ma soprattutto perché sono stato svogliato. Avrei potuto scrivere lo stesso (e mi era venuto in mente anche cosa scrivere), ma la qualità temo non sarebbe stata la solita e, soprattutto, anche l’umore del testo non sarebbe stato il solito, e io ho deciso che devo scrivere solo articoli simpatici e vivaci, la tristezza e la cupa serietà la lascio ad altri.

Visto che qualcosa l’ho scritta quando ero offline, comunque, la carico sul forum con visualizzazione posticipata, così ogni tanto spunteranno articoli nuovi uguale, anche se io non ci sono e non posso commentare i commenti ricevuti. Non fatevi intimorire e commentate lo stesso, però, così dopo oltre a rispondervi e ringraziarvi dovrò darvi delle scuse per il ritardo. Cioè avete l’opportunità di cogliere due piccioni con una fava: che fate, vi tirate indietro? :)

Parliamo un po’ di statistiche, che non so a quanti importeranno: in questo caso potete anche smettere di leggere e passare direttamente a commentare, il più è tutto scritto sopra.

Conoscendo la mente umana, però, credo che nessuno abbia in realtà smesso di leggere. ^^

statisticheBeh, questo mese ho raggiunto in un giorno 25 visite: il massimo finora, e non posso che esserne contento, visto che la mia media è sulle 4-5 e alcuni giorni (ormai pochissimi) visita non ne ho nemmeno una.

Un buon numero di gente arriva dai motori di ricerca: prime di tutti le ricerche sulle analisi del sangue, seconde quelle su catastrofi e religione e terze quelle sugli assistenti di Office. Vanno forte anche quelle sulla grafica SVG, che si piazzano in quarta posizione.

Coi clic sui tag ormai non arriva quasi nessuno e lo stesso vale per lo spam che faccio nel mio profilo di Facebook.

Qualcuno invece è arrivato dal link che metto nel mio nick quando commento su altri blog.

Altre visite in numero maggiore, invece, arrivano da nessuna parte. Cioè, mi dice solo che ci sono tot pagine visualizzate ma non mi dice né link di arrivo, né termine cercato e né tag. Io ho concluso che sono quelli che hanno aggiunto il blog tra i preferiti e cliccano direttamente lì. E quando sono giunto a questa conclusione, mi sono riempito di gioia. ^^

Questo mese è inoltre stato il mese con più visite in assoluto (non chiedetemi quante, anche perché resta ancora un sabato e una domenica), come del resto lo sono stati i mesi precedenti rispetto ai precedenti, e, come suppongo, lo saranno quelli a venire.

In sostanza, quando mi sento triste perché il blog non va bene, in realtà è che sono triste di mio e il blog è una buona scusa per sfogarmi. Una volta per tutte, dico che è così, perché sennò poi ci ripenso.

E vabbe’, dai, più statistiche di così che devo dire? Diciamo solo che spero vi piaceranno anche gli articoli che metterò a pubblicazione automatica e che spero di poter tornare presto. ^^

Michele e la terra di Blogger


Erano pressapoco le 5:00 quando Michele si addormentò quella notte. Le ore precedenti erano state un continuo girarsi e rigirarsi fra le coperte mentre la sua mente vagava in mondi immaginari e privi di realismo tangibile.

Nonostante odiasse la cosa, fu perciò costretto a schiacciare un sonnellino pomeridiano il giorno dopo, o i suoi occhi non avrebbero retto.

Si svegliò alle 17:00, e non attese un momento per cercare di far diventare realtà quello che la notte prima non lo aveva fatto dormire: un blog su Blogger.

La sua idea non era la solita, ma era qualcosa a cui pochi, se non nessuno avevano mai pensato. E avevano ragione, aggiungerei io. Michele, comunque, era completamente preso da quelli che erano i suoi pensieri ed era deciso ad andare fino in fondo.

Salì la scala a giorno che si trovava nel salotto dove aveva dormito, attraversò il corridoio angolare e si tuffò repentino dentro la sua stanza, dopo avere aperto la porta.

Si ripeteva fra sé e sé: “I vantaggi di Blogger sono:

  • HTML personalizzabile. Non PHP, ma va bene lo stesso;
  • Migliore indicizzazione (Blogger è proprietà di Google);
  • È un blog in più;
  • Possibilità di guadagnare qualche spicciolo con gli annunci AdSense.”

Era entusiasta. All’inizio pensava che avrebbe cambiato WordPress con un dominio proprio o con Blogger, in quanto WordPress non era abbastanza. Ma ora aveva avuto questa trovata, e aveva così capito che non c’era bisogno, di una tale amenità.

La sua gioia fu però smorzata quando, aprendo il blog, gli annunci di AdSense erano spariti, lasciando uno spazio vuoto al loro posto.

“Cosa può essere?” si chiese.

In realtà lo sapeva.foglio

Quando aveva creato e impostato il blog, mentre era nella fase di prove tecniche, per un qualche errore sconosciuto, la forza degli annunci di AdSense gli si rese visibile per mezzo di un tasto con dei trattini dentro. Cercò di fare il possibile, ma il puntatore veniva con forza risucchiato all’interno di esso e così alla fine, stremato e pieno di sudore, emise l’ultimo clic, quello che avrebbe distrutto tutto il suo progetto.

Ma non voleva crederci. Non poteva essere vero.

Andò nel menu di personalizzazione del blog, puntò dove avrebbe avuto altre informazioni, e l’inverosimile gli apparì davanti: “Your account has been deactivated, enjoy! If you want to enjoy the enjoying more, click here.”

Avrebbe voluto fermarsi, ma il suo puntatore fu per la seconda volta trascinato dalla tremenda forza centrifuga di AdSense. Stavolta non tentò  nemmeno di reagire, anzi ausiliò il mouse nel suo movimento. E cliccò, la dove avrebbe trovato la scomoda e distruttiva verità: i sacri Comandamenti di AdSense.

Lo schermo lampeggiò, poi si inerì e infine sfumò in bianco. Dal fondo iniziarono ad apparire i Comandamenti in elenco.

  • [0] Io sono Google, il tuo motore di ricerca;
  • [1] Non dovrai avere altri sponsor all’infuori di AdSense;
  • [2] Non dovrai farti alcuna iconcina o immagine scolpita e metterla accanto agli annunci di AdSense per invogliare a cliccare;
  • [3] Non ti fermerai accanto agli annunci e non li cliccherai, perché io, AdSense, sono il tuo fornitore di sponsor, un fornitore di sponsor geloso, che punisce la colpa di chi ha usato la propria mano per portare il mouse fino al terzo o al quarto link, per cliccarlo;
  • [4] Mai citare AdSense invano, né per incoraggiare i click, perché Google non lascerà impunito chi avrà abusato della sua benevolenza;
  • [5] Per avere i ricavi devi aspettare due mesi. Se nel frattempo commetti peccato, avverrà la cessazione del tuo conto, e i soldi in tuo possesso ti saranno in verità detratti, perché sei stato ingiusto, e i tuoi atti sono stati impuri;
  • [6] Non usare Yahoo!;
  • [7] Non usare Bing;
  • [8] Non usare eMule;
  • [9] Non usare Facebook;
  • [10] Non desiderare YouTube, né Blogger, né Lively3D, né altra cosa che appartiene a Google;
  • [10+] Google è amore.

10+ come il pollo Amadori, infatti la desinenza è quella, fu il primo pensiero di Michele, ma la sua mente dovette concentrarsi su ben altro.

Michele era certo che di lì a poco sarebbe morto, perché “nessuno può vedere Google AdSense in tutta la sua potenza e restare in vita“, ma evidentemente la benevolenza del motore di ricerca fu tale da mostrargli solo una piccola parte di ciò che la sua forza è in realtà, così da lasciarlo in vita ma allo stesso tempo redarguirlo. Iniziò a leggere, quando ad un tratto rimase solo il terzo comandamento, che iniziò a zoomare e a centrarsi finché non ebbe occupato gran parte dello schermo.

Tu hai cliccato!” lo ammonì una voce spettrale proveniente dal computer.

“Le tue azioni sono state empie, e il tuo cuore si è realmente gonfiato di avarizia, tanto da non lasciarti controllare i tuoi pensieri né le tue proprie azioni e corrompere così la pace. Grande sarà la mia vendetta, e piccole saranno le ceneri che rimarranno di te, perché hai compiuto il male, e dovrai pagare con la tua stessa vita, ‘mpà

Michele cercò di staccare le casse, di ammutolire il volume, ma quella voce diventava sempre più forte, e non c’era scampo.

“Cosa posso fare per essere perdonato?” urlò Michele piangendo, pieno di sensi di colpa e afflitto dalle malignità che erano state fatte dalle sue proprie mani.

“Sei veramente pentito, riconosco nel tuo cuore il sentimento dell’umiltà che prende a sassate quello dell’orgoglio. Forse sarai salvato. Forse no. Sicuramente no, ma avrai una piccola speranza. Ma proprio piccola piccola. Compila questo form.”

Un foglietto touch screen si materializzò davanti a Michele che, asciugandosi le lacrime, inizio a riempirlo.

Giunse alla fine, pieno di speranza e di aspettative, il foglio scomparve, il browser del computer si chiuse, e lui abbozzò un sorriso, speranzoso che la sua richiesta di perdono vada a buon fine. Fine.

Riuscirà Michele ad avere salva la vita? Qual’era l’idea che aveva avuto e che l’aveva portato ad aprire questo blog? Ma soprattutto, a voi esperti, è capitato pure che vi disattivassero l’account appena agli inizi?

L’impressione che tutto debba essere migliore


Pre Scriptum: Dalle prime parole magari potrà dare l’impressione di essere l’ennesimo articolo triste, in realtà è scritto per essere incoraggiante. Spero funzioni. ^^

meglio

Negli ultimi tempi mi sono reso conto che capita a molte più persone di quanto potessi pensare di fermarsi a riflettere e notare che gli manca qualcosa, osservare gli altri come se non fossero nella loro stessa situazione (in genere che stanno meglio) e intristirsi.

O forse solo intristirsi, senza tutto quel ragionamento sopra.

Beh, è quello che provo io, mi sento come se io sto più male rispetto agli altri. Quello che ho capito è che non è assolutamente così.

Insomma, animo! La condizione di tristezza interiore è tristezza interiore, non la si può vedere negli altri guardandoli in faccia, anche perché, se quella persona ti vuole bene e sta vicino a te, è parecchio difficile che stia in una condizione di tristezza, almeno in quel momento (tranne che sia successa qualcosa di brutto poco prima, o che stia cercando conforto).

Quindi, sfatiamo una volta per tutte il mito che io sono giù e tu stai benissimo perché non è vero. Cioè, ora non voglio buttare giù tutti, dico solo che capita a chiunque di avere momenti no.

Approfondiamo la cosa.

Se guardiamo il mondo, tutto è corredato da equilibrio, da una coppia, da un insieme di fattori che compongono il tutto.

Soprattutto se avete letto Angeli e demoni di Dan Brown. :)

La tristezza non esiste. Cioè, esiste, eccome, ma è pari a niente.

Vediamola sotto questo punto di vista: tristezza = vuoto, felicità = pieno.

Pensiamo il nostro umore come un recipiente che se provvediamo a riempire ci sentiamo bene, se invece si svuota stiamo malissimo.

Non è un modo bello di vedere la cosa? Tutto acquista più senso e più godimento, la tristezza come evasione dalla felicità, per evitare che la troppa felicità annoi.

Io credo proprio che sarebbe così se non ci fossero gli stati d’animo negativi.

Comunque, riprendiamo il nostro esempio: questo recipiente si svuota. Perché si svuota?

La felicità è energia, la tristezza è passività. La tristezza rabbiosa è energia ancora più forte della felicità, ma tralasciamo questi dettagli.

Visto che la felicità è energia, è ovvio che si consumi! Chi non ha bisogno di energia giornalmente? E, tanta più energia abbiamo a disposizione, tanta più ne vorremmo usare, non è così?

E poi tendiamo a intristirci e, considerando che la tristezza è passività, più siamo tristi e meno voglia abbiamo di fare il necessario per riprenderci. In questo caso attingiamo alle limitate risorse della forza di volontà, o alle incoraggianti parole di un buon amico, possibilmente uno con ancora energia. ^^

Io credo che con questa spiegazione saremo (anch’io ^^) tutti portati a vedere la tristezza come una cosa naturale e, in quanto naturale, una cosa che serve e che va opportunamente alternata alla felicità.

In conclusione, quando vi trovate ad essere tristi, non pensate alle cose brutte che vi ci hanno portato o a quanto dovrebbero invece essere migliori.

Semplicemente gioite, perché è il momento di cercare la felicità più assoluta; è il suo turno, adesso! ^^

Come non abbattersi se sembra che il tuo blog non interessi a nessuno


Avevo preparato tutta una serie di articoli, principalmente mirati a far vedere quanto può essere bello questo blog (insomma begli articoli) e a farmi notare di più sui motori di ricerca utilizzando parole chiave in maniera comunque corretta (per citare un esempio, l’articolo su Facebook). Sono stato però in vena di cambiamento e credevo che avevo fatto delle belle modifiche e reso il blog più appetibile.

Invece, le visite sì, non mancano, anzi forse sono aumentate, però  i commenti scarseggiano; ho messo due sondaggi e ancora non ho avuto nemmeno una risposta e ho anche incluso delle stelline per votare l’articolo nel caso non si abbia voglia di stare a commentare. Insomma, che ci vuole a cliccare una stellina, dico io? Se le ho messe un motivo pure ci sarà. E allora perché non cliccarle?

Beh sono questi i quesiti di un blogger novizio e l’unica risposta logica che mi viene da pensare e che questa gente è capitata qui per sbaglio e, senza leggere un cavolo, se n’è tornata subito da dov’era venuta, perché il blog gli ha fatto schifo. Data questa logica, la cosa più bella sarebbe non ricevere visite. Cioè, viene una persona, si schifa e se ne va. Ne vengono due, e vabè. Quando però sono a centinaia a venire e a non lasciare alcunché a segnalare il loro passaggio, allora certamente il blog è davvero pietoso.

Io comunque non sono tanto arrabbiato. Ho fatto leggere in mia presenza un articolo a una persona che conosco e che voglio bene e, leggendolo, ha riso. Mi basta pensare a quei momenti e ho tutta la certezza che quella logica fatta sopra è solo un pensiero sbagliato che va corretto, vedendolo sotto diversi aspetti.

L’ultima cosa che mi ha convinto a farlo in un articolo in modo che possa usufruirne altra gente è una cosa che mi è successa adesso. Ho segnalato il mio blog a un aggregatore, l’hanno visionato e non l’hanno aggiunto. Ma perché? Ma siete mica tutti degli idioti fumati? Lì dentro ci stavano un’infinità di blog molto peggiori a questo, perché mai non dovrebbero accettarmi?

E beh, la risposta non la so e nemmeno voglio saperla, se ho abbastanza forza di volontà, non mi serve uno stupido aggregatore per farmi conoscere.

E la forza di volontà mica ce l’ho e basta, va alimentata e, per farlo, elencherò i motivi per cui un blog può non essere affiatato come il suo redattore si aspetta che sia.

1. Intanto forse il blog non è al suo massimo: puoi dare di più e, il problema non è che “puoi”, ma che “vuoi”, e quindi non ti senti soddisfatto per questo. Io ad esempio credevo di aver fatto il massimo due giorni fa e poi mi sono venute altre idee. Credevo fossero il massimo anche queste e poi me ne sono venute altre. Mi sento abbastanza sistemato, ma chissà che non pensi ancora qualcos’altro? Beh, non ci si dovrebbe smettere mai di ampliarsi, ne va anche a proprio beneficio.

2. Probabilmente la gente che è venuta a visitarti, “non ti merita. Hai presente quella gente che di internet non sa nulla, né di PC e si avventura lo stesso mettendosi in situazioni pericolose e facendo credere a tutti gli altri che internet è chissà quale strumento demoniaco? Beh, sono un numero elevatissimo di gente, e se pur vedessero scritto “Clicca qui, per iscriverti al mio blog”, sarebbero anche in grado di chiedersi “Eh? Ma che significa la parola “qui“?” Non commenterebbero in nessun caso e, se lo facessero, potrebbero causare la perdita di qualità del blog (sì, come no…). Semplicemente sii felice, perché almeno per quell’occasione sono capitati in un sito senza virus né qualcosa di peggiore. È possibile anche che tu abbia salvato una vita.

3. Alla gente (questo tutti) non gliene frega veramente un bel niente se tu ci stai male se nessuno commenta. Non gliene frega un bel niente se tu un giorno dici che sei triste e hai voglia di mollare tutto e non gliene frega un bel niente se lasci perdere. Se lo farai, invece, magari un giorno passerà qualcuno, leggerà tutti i tuoi vecchi post, ti stimerà tantissimo al punto di voler essere il tuo migliore utente, e ci resterà malissimo quando capirà che tu non ci sei più. Non vuoi questo, vero? Ricorda sempre una regola: in questo mondo, per qualsiasi cosa, c’è sempre qualcuno a cui piace un sacco e qualcun altro a cui fa totale ribrezzo. Qualsiasi cosa. Perciò nessuno può dirti (sempre che abbia il coraggio di dirtelo) che il tuo blog è brutto e avere pienamente ragione. Magari lui è quel qualcun altro a cui proprio non piace. Se è più di uno a dirtelo, direi invece che sei fortunato: hai attirato sul tuo blog due persone con le palle, mica scherziamo, eh! (E quest’ultima frase si capisce benissimo che l’ho scritta per cercare pareri, ma senza risultati).

4. Prendi il lato positivo delle visite: se la gente è entrata, anche se poi non ha letto, vuol dire almeno che hai la capacità di scrivere titoli che attraggono. Ricorda che in un regime di pubblicità (ovvero quando metterai degli sponsor sul sito. Un consiglio spassionato: se è la prima volta, non cominciare con Google AdSense, perché se anche fai un errore te lo fanno pagare caro), guadagnerai per ogni visita al blog, indipendentemente dalla lettura o meno. Inoltre guadagni di più se la gente esce dal blog cliccando su una scritta pubblicitaria e, solitamente, attraggono per mestiere, quindi se non sono interessati al contenuto del blog è probabile che qualcosa di quelle li attirerà, soprattutto se non capiscono molto di computer. È vero che se uno dovrebbe bloggare per il guadagno economico allora sarebbe meglio andare a lavorare in campagna: è molto più soddisfacente, si guadagna di più e stare in movimento e all’aria aperta fa bene alla salute. Cioè uno blogga per la voglia di farlo. E allora facciamolo e non molliamo, questa cosa del guadagno cerchiamo solo di prenderla come semplice lato positivo.

5. Ci sono veramente infiniti motivi per cui una persona non interagisce con ciò che dici tu. Per concludere, semplicemente tieni conto che è difficile capire la gente da quello che dice, figurati perciò da quello che non dice!

E con questo, credo di aver detto tutto.

Che ne pensate voi? Siete d’accordo con quanto detto o pensate che il mio blog sia davvero brutto? Siete blogger e volete aggiungere qualcos’altro dalla vostra esperienza? Vi sono state utili queste informazioni?

Un po’ di aggiornamento


Dopo aver trascorso un po’ di tempo qui sul blog, aver imparato più o meno cosa significa averne uno e altre cose così, ho deciso di dare una sistemata e una rinnovata a un po’ di cose che non andavano bene.

Innanzitutto vi sarà risaltato alla vista che ho cambiato il tema, mettendone uno verde. Beh il verde significa speranza e poi è un colore allegro e inoltre il blu è troppo classico. E poi di blu c’è già Facebook: dovevo cambiarlo per forza.

Scherzi a parte, i temi a disposizione sono pochi, e sono tutti brutti. Quei pochi che sono belli visivamente non hanno un bel po’ di funzioni che a me servono e perciò mi restano a disposizione due o tre temi, compresi questo e quello di prima, fra cui ho scelto questo. E no, purtroppo non mi consente di modificarli, dovrei pagare per abilitare la funzione. Pagare per pagare, però, preferisco aprire un dominio mio e modificare tutto il codice liberamente.

Un altro aggiornamento abbastanza evidente sono le Categorie, che ho sistemato mettendo di lato tutti gli articoli tristi (quelli che cominciano con “Quando”) e anche quelli troppo riflessivi (che capisco solo io). Ho diviso gli altri articoli in: a tema – che trattano di argomenti specifici, tipo informatica o libri – , rubriche – che contiene tutti gli articoli che si correlano – e vivere bene – che è l’argomento centrale del blog – .

L’ultima cosa che risalterà (o che non risalterà) è il fatto che ho rimosso il mio nome e l’ho sostituito con un titolo che è attualmente poco visibile: Lively. In seguito sarà impresso nell’immagine di intestazione che modificherò riscrivendo anche la vecchia dicitura “Semplici consigli da NON seguire per vivere bene” che mi sembra figa. Lively se vogliamo è un misto fra Live e Lovely, ma, come al solito, se vogliamo, anche no. Se vi dovesse venire in mente qualche titolo più luminoso vi sarei davvero grato se poteste comunicarmelo.

AGGIORNAMENTO: Fermi tutti! Dal dizionario “lively” significa: allegro, animato, arzillo, attivo, brioso, desto, energico, forte. Cioè, è la descrizione del mio blog, è perfetto! Io mi sa che ormai sono madrelingua inglese, che neanche sapevo cosa significasse la parola, già me lo sentivo che era buona.

Questa cosa del titolo è perché, in effetti, Michele Bontorno non è nessuno (Bontorno mi dà ovunque errore) e, solitamente, come previsto dalle norme igieniche del web, le norme e-gieniche (sì, uccidetemi pure :D), il nome e cognome come titolo di un blog si mette se sei una persona famosa o comunque conosciuta. Si può mettere anche se il tuo blog è tipo un blog di famiglia, in cui vanno solo amici e parenti, per parlare solo delle proprie cose, ma per me non è così visto che i miei articoli spaziano fra i più disparati argomenti e, insomma, la cosa di avere un blog seguito da tanta gente anche che non conosco, mica che la disdegno!

Un altro aggiornamento sono le stelline. Entrando a leggere un articolo, senza bisogno di registrarsi, inserire nome, lasciare commento, appena sotto al titolo, potete cliccare sulla quarta o quinta stellina a seconda che vi è piaciuto o meno e lasciare così un voto per farmi capire cosa ne pensate. Ok, ok, potete cliccare anche le altre tre stelline, è vero. Quanto siete puntigliosi!

Un’altra cosa che avrei dovuto scrivere sopra ma che ormai scrivo qua è che ho deciso di non inserire mai più (ovvero fino a quando la penso così) articoli tristi. Al massimo seri, ma mai depressivi.

Ho anche tolto i :) e :D che diventavano emoticon: erano brutte, preferisco allora il testo.

Ancora, ho cambiato il numero dei post visualizzati sulla home e quelli nei feed, in modo da agevolare il caricamento.

Infine, ho messo i blablatar o come si chiamano. Sono delle forme geometriche basilari con dei volti, e io li trovo simpatici. O almeno più simpatici dei blablablablatar che c’erano prima: delle forme prive di senso. Praticamente sono quelle immagini casuali che si mettono accanto ai vostri nomi come avatar quando commentate. Casuali mica tanto, però non mi va di approfondire la cosa, che sennò scrivo il copione di un film. (Qualcuno ha notato il lieve riferimento ai motori di ricerca? :))

Il resto sono tutti piccoli cambiamenti o cambiamenti che vedrete in futuro.

Intanto, beccatevi questo sondaggio in cui potete dirmi in maniera anonima cosa ne pensate di queste modifiche e del blog. ^^

Vi prego di essere sinceri, è importante il vostro parere. Se non ho sbagliato dovreste avere anche la possibilità di inserire una scelta arbitraria: sentitevi liberi di scrivere lì se le scelte presentate non si adeguano alla vostra risposta, anche se, per commenti più precisi, ci sono proprio i commenti. :D

P.S.: Se rispondete come Other, ciò che scrivete posso vederlo solo io (non potendolo attribuire però all’autore) e non sarà visibile nel sondaggio.

Perché un libro


Visto che ne sto scrivendo uno, è bene che inizi a fare un po’ di campagna pro-lettura in modo che, fra qualche anno, quando il mio libro sarà completato, il numero di gente che li compra (e li legge, si suppone) sia un pochettino più alto.

Quello che vi sta parlando è una persona che preferisce la tecnologia a quasi tutto. È vero che leggere in generale mi piace, ce l’ho già come inclinazione, però comunque i libri richiedono più tempo che un informatico come me potrebbe dedicare per esempio alla programmazione. Che poi la programmazione è sempre scrittura, però è comunque intervallata da simpatici calcoli e ragionamenti. E lo so che tutte queste cose non vi piacciono, ma a me sì, quindi: perché preferisco i libri?

Innanzitutto ormai c’è poco da programmare e se vuoi fare qualcosa di sensato ti tocca scaricarti gigabyte di materiale e io non ne ho la possibilità. E neanche la voglia ad essere sincero.

Tolto questo, ormai è una noia anche usare il computer senza creare nulla. Non c’è più niente da scoprire, niente di misterioso. Una volta i sistemi operativi erano più grezzi.

Per quanto riguarda invece il giocare, e con questo credo di avvicinarmi di più alla maggioranza, devo dire che non mi piace molto. Insomma, quando mi ci metto, non vedo l’ora di finire il gioco, sia che sia un campionato di calcio, che un gioco di piattaforma, e possibilmente neanche mangio. Però, quando si tratta di iniziare a giocare, tendo sempre a rimandare, preferendo mettermi a creare un gioco io che giocare a uno pronto, tranne quando c’è qualcuno che mi invita a farlo.

Se però posso iniziare a giocare o iniziare un libro, devo dire che, conoscendo come sono fatte entrambe le cose, mi incuriosisce di più quello che può essere il contenuto di un libro rispetto a un videogioco.

Che ormai si sa, non ci sono più i videogiochi di una volta.

Non allontanandoci troppo dallo schermo, possiamo parlare di Televisione, cioè quella trasmessa da quel filo bianco che è l’antenna.

Beh, magari vi aspettate un lungo paragrafo, ma dirò solo che no, non la guardo mai a meno che non sia già stata accesa da qualcun altro e c’è qualcosa di interessante.

Una cosa che invece faccio nell’impianto televisivo, è guardare film, in DVD o anche alcuni di quelli che fanno la sera.

Qui il confronto si può fare meglio, visto che a volte (sempre?) i film vengono fatti proprio dai libri e, non lo dico solo io, il più delle volte “il libro è bello, ma il film fa schifo”. A dire il vero io non lo penso proprio, visto che i film mi piacciono parecchio, però concordo col fatto che i libri sono migliori.

Possiamo menzionare le azioni dei personaggi, ad esempio. Mentre nel film vedi agire qualcuno e basta, nel libro ti spiega tutto il lavoro mentale, i ragionamenti, le decisioni. È più bello, oh!

Poi comunque nei libri le cose sono descritte, non le vedi direttamente, così lasci più spazio all’immaginazione.

Bene, ora che sono stato abbastanza convincente, posso dire che, piuttosto che leggere, preferisco guardare un film, ma credo che sia solo una cosa mia, per pigrizia, visto che puoi startene tranquillo sul divano e ti basta guardare senza dover fare niente con le mani. Certo, dipende da che film stai guardando, ma in generale un libro devi sfogliarlo (o premere giù sul cellulare) mentre guardare un film è più riposante.

E poi è particolarmente eccitante guardare un film dopo aver letto il libro.

Il contrario non lo so, ma in ogni caso, quando uscirà, per leggere il mio libro, non aspettate di vederne prima il film.

Gli Assistenti di Office che non ci sono più


clippy

Ebbene, chi non ricorda Clippy, la simpatica (beh…) graffetta che ci teneva compagnia mentre scrivevamo su Word, così come il cane, che rovistava all’interno dei nostri file quando cercavamo qualcosa su Windows XP. E sì, chi ha avuto Windows ME aveva anche lì Merlino, sempre un Assistente di Office. Lo stesso credo valga per Windows 2000 (anche se non lo so, ma essendo nel mezzo fra i due, dovrebbe averli) e, per chi XP l’avesse installato da sé, avrà potuto notare un punto interrogativo animato nelle ultime fasi dell’installazione. Già, era un’Assistente anche quello.

In Vista e nell’Office corredato, in 7 e nell’Office 2010 (credo) e nei pacchetti futuri, questi Assistenti non ci saranno più.

A qualcuno magari saranno stati non antipatici, ma magari un po’ sulle palle, però a me, sinceramente, mancano. Ne sento la mancanza, insomma.

Già mi ero preoccupato quando, nel passaggio da Office 2000 a Office XP avevano rimosso Genius, e poi mi sono semplicemente fatto due risate quando ho letto effettivamente nella guida che non era compatibile o comunque qualcosa di simile. Poi l’ho ricopiato e usato manualmente, insieme a tutti quelli che stanno nella funzione ricerca di Windows.

Insomma, io li collezionavo e avevo anche trovato il modo di farne da me (nel caso avessi proprio del tempo da buttare. E infatti non ne ho mai fatti).

Ora però dobbiamo guardare in faccia la triste realtà: non ci sono più, sono aboliti, obsoleti, antiquati e laggosi, per cui basta, andremo avanti senza.

Addio, Assistenti di Office. Resterete sempre nel mio CD di ripristino di qualche anno fa.