Archivio per marzo 2010

L’invasione degli occhiali assassini


Luglio 2010 – Rifugio n° 5

Miche’” disse Giacomo, avvicinandosi verso di lui “ne vuoi un po’?”
Michele alzò lo sguardo lentamente e con riluttanza, stanco per com’era. “No, grazie” rispose.
“Ma saranno due giorni che non tocchi cibo, come puoi andare avanti così?”
“Per adesso posso resistere, preferisco non sprecare quel poco cibo che abbiamo, non sappiamo quanto tempo ancora dovremo restare chiusi qui”
“Uno spreco non è” fece, con disappunto. “Se è così allora non mangio neanch’io” decise.
“Che centra? Tu mangia se ne hai bisogno, sono io che voglio farne a meno”
“No, tranquillo, penso che hai ragione tu”. Si sedette accanto a lui. “Certo che una situazione così… chi poteva dirlo?”
“Già… se penso ai progetti che avevo per l’estate, tutti andati in fumo!”
“Io però voglio vederla in positivo”
Michele guardò Giacomo, perplesso.
È meraviglioso che siamo ancora vivi” spiegò.
“Certo…”

La gente attorno era perlopiù spaventata e seduta ai lati del muro o sdraiata per terra. Molti piangevano e Michele credeva che fra di loro ci fosse anche qualche cadavere. Sperava fortemente che era un’idea erronea.

Ripensò a quando tutto era cominciato. Era il mese di marzo e il mondo era eccitato da una novità: i film in 3D. La gente affluiva nei cinema sempre con più frequenza e tutto sembrava bello, tanto che anche lui voleva andarci.

Sembrava, appunto, perché un giorno risuonò la notizia che una bambina si era ammalata ad un occhio per colpa solo ed esclusivamente di un paio di occhiali indossati un paio d’ore. “Stupidaggini!” Fu quello che pensò la maggioranza delle persone, e nessuno tenne conto di quel segnale. Il prode, favoloso e utilissimo Ministero della Salute, però, se ne rese conto, e avvertì il mondo: “Gli occhiali sono cattivi! E vogliono ucciderci!”

Ma nessuno ascoltava, nessuno voleva crederci.

“Com’è che tu non sei andato al cinema?” lo interruppe Giacomo.
“Sai, è buffo” sorrise “in quel periodo non avevo molta voglia di vivere. Andare al cinema mi sarebbe piaciuto un sacco; quello che non sapevo era se fosse in qualche modo utile fare ciò che mi piace
“Ah. Ti spiace se ti dico che trovo che il tuo sia stato un pensiero assolutamente idiota? Certo, un pensiero idiota che ti ha salvato la vita, ma pur sempre idiota”
“No, fa’ pure”
Giacomo si aspettava che Michele gli porgesse qualche domanda in merito alla sua storia, ma lui preferì tornare ai suoi pensieri.occhiali cattivi

Dopo un film 3D di un certo Tim Burton mancato, Michele si era ripromesso che il prossimo film di questo tipo sarebbe andato a vederlo senza eccezioni.

Avvenne ad Aprile. C’era un film sui conigli pasquali venuti da un qualche pianeta che volevano distruggere il genere umano. Un film stupido, si diceva in giro, ma era in 3D.

Tutto cominciò quel giorno. Il film veniva trasmesso tre volte e Michele stava per arrivare nel cinema alla seconda trasmissione. Quello che vide lo segnò.

La gente fuggiva dal cinema, terrorizzata. “Vogliono sterminarci! Sono venuti qui per farci a fettine!” Urlavano. “Stanno prendendo in giro il film” pensò Michele. Chiunque avrebbe pensato la stessa cosa. “Corri, finché puoi!” Gli urlò uno che gli passava accanto. “Ma io devo vedere il film!” Esclamo lui, stando al gioco.

Facendosi spazio fra la folla urlante, entrò finalmente nel cinema e capì. Gli occhialini 3D avevano preso possesso del corpo dei loro utilizzatori e modificano geneticamente la loro conformazione fino a farli deperire, dopo avergli ordinato di metterli sugli occhi di qualche altro povero innocente, che avrebbe fatto la stessa fine. Le grida esasperate che venivano da dentro l’edificio, le persone polverizzate, gli sguardi sofferenti dei pochi addetti ai lavori ‘catturati’ dai ‘cattivi’, tutto era terribile. Michele restò come ipnotizzato, si riprese solo quando fu visto e si accorse che venivano verso di lui. Corse e riuscì a nascondersi, fino ad incontrare Giacomo, che sapeva dell’organizzazione dei 5 rifugi segreti.

“Stai bene?” Gli domandò Giacomo quando vide che stava tremando e sudando. “Non ci pensare, può solo farti stare male. Ormai è passato, quando saranno tutti polverizzati potremo uscire”
“Hai ragione” disse Michele, riprendendosi dai suoi brutti pensieri. “Hai assolutamente ragione”

Fine.

Mi sembra ridicolo quello che sta succedendo tutto attorno a questi occhialetti. Così, per ‘pareggiare’ un po’, ho pensato di raccontare qualcosa di tragico, così compensa.

A parte gli scherzi, spero che si rendano presto conto di quanto stanno costruendo su una base di disinformazione, altrimenti scriverò anche un articolo serio, ma solo dopo aver vissuto la mia esperienza.

Se non rimarrò polverizzato. ^^

Era colpa mia!


Come saprete (o avrete intuito), sono stato assente per un po’ di tempo e ora sono tornato.

Ok, forse si intuisce più che sono tornato rispetto a che sono stato assente, ma vabè, siamo lì, parliamo del succo.

Tempo fa avevo messo un tema che mi piaceva: era un po’ eccentrico, brillante, vivace e allegro. Pensavo che fosse ottimo e che fosse tutto bellissimo: la vita, la luce i colori, il mondo e le piccole grandi avventure di tutti i giorni. Poi quello che mi ha fatto deprimere non è stato un calo delle visite, anzi! Quello che è stato un duro colpo, è che c’erano un certo numero di visite e che nessuno interagiva, quasi fossero tutti spaventati dal blog. Non mi sapevo spiegare. Non mi potevo spiegare.

Cosa mi succede, infatti?

Ero da mia zia, che ha l’ADSL, e mentre navigo nel suo pc per fare altro, decido di dare un’occhiata al mio blog. A dirla tutta non vedevo l’ora di andare nel blog, ma non lo diciamo, che poi passo per maniaco. Scrivo l’indirizzo, premo invio e aspetto (l’ADSL c’è, ma il computer è vecchio e lento). Il blog sta per caricare, sono lì con gli occhi puntati al monitor a tubo catodico, pieno di speranza che qualcuno abbia scritto qualcosa e… BAM! Mi appare il blog che è verde, ma verde verde verde e rimango accecato. Ma non semplicemente accecato, è una sensazione brutta, tipo sdegno, non so.

Qual’è quindi il problema?pc-ray

Allora, io sapevo già che da un monitor all’altro i colori cambiano, sapevo anche che talmente cambiano che addirittura in certe immagini scure su qualche monitor degli elementi potrebbero anche non riuscire a scorgersi mentre in altri si distinguono perfettamente. Non sapevo però che mentre io dal mio LCD del portatile impostato a luminosità bassissima (embè io sono uno che risparmia) vedevo il verde del tema un verde normale, su altri monitor lo stesso colore faceva schifo.

Per quanto mi è possibile chiedo perciò umilmente scusa a tutti quelli che possono essere rimasti folgorati dalla visualizzazione del blog, prometto che non lo faccio più e ho già cambiato tema mettendone uno che è sì troppo elegante per lo scopo, ma che almeno è più bello.

Spero che i vecchi visitatori accecati non siano fuggiti troppo lontano da qui e che, facendo ritorno, possano leggere queste mie ufficiali scuse scritte apposta per loro.

Una giornata mondiale della lentezza?


lentezzaCome detto da me stesso in questo vecchio articolo, sono un  fautore del tranquillo e quieto vivere a dispetto dell’odierno stile di vita frenetico e deturpato dall’onnipresente fretta.

Oggi prendo il giornale e leggo che è la giornata mondiale della lentezza. “Evviva!” Mi dico. “Hanno capito che la calma è la miglior cosa”. Certo, non è la stessa calma che intendo io, infatti le poche città che aderiscono all’iniziativa premiano il passeggiare a dispetto dell’avanzare velocemente, mentre io cammino sempre veloce e penso che le cose da fare lentamente siano ben altre: la corsa è attività fisica, no?

La cosa comunque è organizzata molto meglio di quanto lo sono io e si sono addirittura presi la briga di scrivere dei comandamenti da eseguire per passare a una miglior vita e che io comunque non condivido pienamente. Inoltre sembrano scritti un po’ coi piedi e particolarmente a casaccio. Andiamo ad analizzarli insieme:

1. Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria;

Io a farmi la barba ci metto mezz’ora, di questi tempi se mi mettessi a fare colazione non ci sarebbe abbastanza moneta per comprare anche la cena e penso che, se uno si sveglia prima del solito, è difficile che abbia allegria. 5 minuti di sonno in più, invece, possono contribuire molto ad aumentare il livello di calma.

2. Se siamo in coda nel traffico o alla cassa di un supermercato, evitiamo di arrabbiarci e usiamo questo tempo per programmare mentalmente la serata o per scambiare due chiacchiere con il vicino di carrello;

Nel traffico non mi arrabbio mai, né alla cassa. Impiego invece il tempo a chiedermi perché gli altri suonino incessantemente il clacson e perché siano solo persone di età avanzata a fare la spesa, oltre me.

3. Se entrate in un bar per un caffè ricordatevi di salutare il barista, gustarvi il caffè e risalutare barista e cassiera al momento dell’uscita (questa regola vale per tutti i negozi, in ufficio e anche in ascensore);

Saluto sempre, anche se non centra molto con calma e lentezza. Per quanto riguarda il caffè, invece, non lo prendo mai da solo, perciò mi devo sbrigare altrimenti mi lasciano lì (conosco bella gente, eh!). Con questa legge sono pienamente d’accordo.

4. Scrivere sms senza simboli o abbreviazioni, magari iniziando con caro o cara…

Non confondiamo i 30 centesimi del messaggio coi 30 secondi in più passati a scriverlo! Se le abbreviazioni sono nate con gli SMS ci sarà pure un motivo, no? Quindi questa tralasciamola e scriviamo un po’ come più ci piace.

5. Quando è possibile, evitiamo di fare due cose contemporaneamente come telefonare e scrivere al computer se no si rischia di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi;

Questa va interpretata bene. Se non lo si facesse si potrebbe anche pensare che guardare e parlare siano due cose fatte contemporaneamente (che in effetti è proprio così). Quindi ci sono cose che si fanno e cose che non si fanno. Commentare sul mio blog mentre si fa qualsiasi altra cosa, ad esempio, è una delle cose che si può fare.

6. Evitiamo di iscrivere noi o i nostri figli ad una scuola o una palestra dall’altra parte ella città;

Non so come vi gestite voi delle grandi città, ma qui il posto più lontano è a un quarto d’ora di strada a piedi (la mia scuola), il che non è troppo, quindi non posso comprenderlo. Più che altro direi che mi sembra ovvio.

7. Non riempire l’agenda della nostra giornata di appuntamenti, anche se piacevoli, impariamo a dire qualche no e ad avere dei momenti di vuoto;

Ma quali momenti di vuoto? W i momenti piacevoli!!!

8. Non correte per forza a fare la spesa, senz’altro la vostra dispensa vi consentirà di cucinare una buona cenetta dal primo al dolce;

Di questi tempi più che altro si scappa dal fare la spesa. Ma, come detto sopra, non so come vi gestite voi delle grandi città.

9. Anche se potrebbe costare un po’ di più, concediamoci una visitina al negozio sotto casa, risparmieremo in tempo e saremo meno stressati;

Idem come sopra. Noi dei paesini siamo obbligati ad andare nel negozio sotto casa. Che poi non è nemmeno sotto casa, anzi! Comunque non abbiamo ipermercati né centri commerciali.

10. Facciamo una camminata, soli o in compagnia, invece di incolonnarci in auto per raggiungere la solita trattoria fuori porta;

Cos’è che raggiungete??? Comunque sì, una passeggiata di tanto in tanto ci vuole.

11. La sera leggete i giornali e non continuate a fare zapping davanti alla tv;

Questo perché, si sa, per leggere i giornali ci vuole attività atletica (per acchiappare i fogli che volano), capacità aerobica (per contorcersi in modo da riuscire a sistemarsi per poter girare pagina) e un immenso diniego di pazienza (che, prima o poi, vi porterà a farci l’abitudine e non vi arrabbierete mai più).

12. Evitate qualche viaggio nei weekend o durante i lunghi ponti, ma gustatevi la vostra città, qualunque essa sia;

Ho letto bene? C’è scritto davvero “Evitate qualche viaggio”? Per quanto riguarda il gustarsi la città sono in molti a farlo, vista la quantità di pali della luce, segnali stradali e semafori sgranocchiati. O forse sono soltanto rotti, non lo so.

13. Se avete 15 giorni di ferie, dedicatene 10 alle vacanze e utilizzate i rimanenti come decompressione pre o post vacanza;

Se abbiamo cosa? Cosa è questa roba? Comunque come programma per decomprimere consiglio 7-zip, ora è anche uscita la versione 9.11 che, almeno finora, sembra poco buggata.

14. Smettiamo di continuare a ripetere: “non ho tempo”. Il continuare a farlo non ci farà certo sembrare più importanti.

Ma mica che è questione di importanza. Se invece usiamo la scusa di non avere tempo per evitare di fare qualcosa che non ci piace e dedicarlo ad altro, invece, allora sì che stiamo agendo bene!

Alla luce di ciò, cerchiamo di essere sempre più calmi, così da vivere bene e in pace.

Per questa volta non ero preparato, ma mi segnerò la data sul calendario, chissà che il 15 marzo dell’anno prossimo non mi venga in mente di fare qualcosa!