Archivio per agosto 2012

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Io amo la notte. Vado a letto con lei tutte le volte che posso.

Ho come la sensazione che un po’ chiunque faccia lo stesso, ma son sicuro che è solo la mia impressione: non mi tradirebbe mai.

Satira a parte, sarà che sono mezzo ubriaco, sarà che portare il cane fuori è un tormento, ma quando sono uscito, quelle strade così silenziose, così scure illuminate dalle fioche luci arancioni, così notturne, mi hanno un po’ tolto il respiro.

Probabilmente sono più in vena di filosofeggiamenti del solito, e mentre adempievo il deturpante compito di lasciar svuotare le vesciche al mio animale domestico pensavo a tutto questo.

Con la testa a guardar su, gli occhi sognanti e la bocca mezza aperta, come se significasse qualcosa.

Il motivo della mia passeggiata mi strattona perché lì ha finito di pisciare e ritorno alla realtà. Ma solo per il tempo che lui impiega per annusare il prossimo obiettivo. E poi torno con l’espressione da rincoglionito.

Poco male: è notte, e non passa nessuno.

Sarò dissipato, di una dissipazione violenta


Per esigenze di lavoro sono dovuto andare a una riunione di un culto evangelista.

Ora sarà che io sono troppo cattivo, che sono troppo insensibile per prestare cuore a certi argomenti, che sono talmente viscido che Dio non c’ha neanche la faccia di guardarmi, ma non riesco a considerare la religione, qualsiasi religione, più di una quisquilia fatta tanto per perdere tempo. Inutile, stupida, noiosa.

Boh, l’unica frase che mi ha colpito di tutto quel che hanno detto è quella che vedete nel titolo. E mi ha colpito perché mi ha fatto ridere. Basta. Ah e poi ho trovato figo che nelle loro sedie di sotto hanno uno scompartimento dove poggiarci i vari libri che si portano.

 

Ho una bilancia digitale, e già solo per questo fatto mi viene voglia di usarla. Così ogni volta che entro nella stanza non posso fare a meno di salirci.

Salgo sulla bilancia e, quando questa riesce a capire che c’è una persona sopra, mi indica un numero compreso fra i 52 e i 54. E ok, peso poco, capita. Solo che, secondo l’andamento, i 54 non li sto raggiungendo più. E nemmeno i 53. Invece qualche volta faccio 51.

La maggior parte delle persone ha il problema opposto al mio, e vabé.

Sto cercando di mangiare di più, ma non ci riesco a contrastarlo.

Vado a diminuire, a dematerializzarmi. L’unica cosa che ottengo mangiando di più è di alimentare la potenza del meccanismo di auto-decrescimento.

Un giorno peserò 10 chili. Il giorno dopo 5, e così via.

Fino a quando, finalmente, raggiungerò il –1. Ed è fatta, sarò dissipato.

 

Liberamento ispirato a Tre millimetri al giorno, di Richard Matheson.