Posts Tagged ‘ san giacomo ’

‘mpare Giacomo, che era da un anno che non usciva


San Giacomo

A Caltagirone hanno il santo patrono come a Grammichele, solo che mentre il nostro si chiama proprio San Michele, il loro non si chiama San Agirone. Si chiama San Giacomo.

Alle 21:00 in punto usciva e dovevamo essere là, ma della macchina non avevo nemmeno l’ombra, così molto velocemente siamo riusciti a salpare per le 22:30.

L’abbiamo beccato preciso.

Che vuoi, dopo un anno chiuso in casa, prima di uscire si sarà dovuto sistemare per bene, magari ha anche dovuto fare i conti con la coscienza che gli diceva di non uscire, che chissà che avrebbe trovato fuori.

Dopo un anno una cosa diventa abitudine ed è difficile da sradicare.

Comunque alla fine la vince perché ha una volontà ferrea. E non solo quella. È un po’ tutto ferreo.

Lo troviamo fuori con tutta la folla ad accoglierlo in tutto lo splendore dei suoi metalli. Forse. Perché io l’ho visto da lontano e mica ci vedo bene.

Fra i tanti ci sono anche miei compaesani. Qualcuno per fare un servizio giornalistico, qualcuno perché magari trova l’aria di Caltagirone particolarmente soffice e qualcuno che è venuto giusto per andarsene.

Il resto dei presenti mi prende subito ad antipatia e iniziano a investirmi con passeggini corazzati che appaiono da dietro le barricate. Al mio amico inviano invece orde di bambini che cercano di farlo inciampare.

Decidiamo allora di andarcene in ritirata, ma per ripicca lo facciamo imitando il loro dialetto, alla meno peggio.

La fuga procede bene, ma arrivati vicino al parcheggio cercano di intrattenerci con ammalianti danze Kuduro. Ma siamo scaltri e questi metodi da quattro soldi non attecchiscono.

Non potevamo minimamente immaginare lo stratagemma che avevano ideato per trattenerci.

Presa la macchina andiamo all’uscita, procediamo per le uniche vie percorribili e senza rendercene conto ci ritroviamo al punto di partenza.

Per una qualche strategia che non mi ha spiegato, il mio amico stava cercando di farmi passare per una strettoia, quindi decido che magari questa situazione ci ha confusi e riparto col secondo giro, in testa stavolta.

Scrutiamo bene ogni vicolo. Ogni scalinata. Valutiamo se possiamo percorrerla con la macchina.

Passa una ragazza che dire bella è poco, e scrutiamo anche lei. E valutiamo se possiamo percorrerla, però magari non con la macchina, poverina.

Suona la sirena, e noi iniziamo a preoccuparci che non sia solo uno scherzo.

Al terzo giro, imbocchiamo un tratto di strada in divieto e finalmente riusciamo ad uscire da quel labirinto. Bisognava infrangere le leggi.

Tornati al paese non c’era nessuno in giro, probabilmente erano tutti rimasti intrappolati a Caltagirone perché non abbastanza svegli come noi.

Per concludere, non manca una proposta di gara clandestina con una jeep e un motorino, ma c’avevo fame e ho declinato.

P.S.: l’orribile foto della scalinata in pixel art l’ho fatta io, per non scomodare i copyright dei vari fotografi.